Ho letto sia la traduzione di Yohf del post intitolato Talkin’ Bout My Education di Lee LeFever e Formule, il valore del contesto di Andreas Formiconi.
Non sono un giovane studente fresco di studi superiori ma concordo con quest’ultimo quando afferma che: “ La montagna di esercizi inflitti agli studenti in otto anni di scuola media ha ben poco a che vedere con l’immaginazione che pervade il pensiero matematico”.
La matematica viene spesso rappresentata in tempi ristretti, utilizzando molto i formalismi: utili perchè la rappresentano in modo chiaro, ma la uniformano in un unico pensiero privo di immagine o di senso. Mentre se andiamo a vedere la storia della matematica ci accorgiamo della espressività originale che ciascun matematico, che ha portato contributo allo sviluppo della matematica, ha avuto. E perché quindi un adepto matematico non dovrebbe avere maggiori occasioni di poter sviluppare un proprio aspetto creativo originale? Lasciamogli scegliere i suoi colori come fa colui che si dedica alla pittura, le sue parole come fa colui che si dedica alla poesia, i suoi tempi e le sue note come fa colui che si dedica alla musica. Perchè la matematica utilizza l’immaginazione allo stesso modo di queste attività creative.
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